Feel the Light

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DIANA WHITE

Feel the Light

Cominciò tutto con un graffio rosa e finì in una carezza luminosa. Era una caldissima giornata estiva di fine Giugno e Diana era un po’ nervosa. Giocherellava con le dita, graffiando il bracciolo della poltrona con le sue unghie rosa, appena smaltate. Quel caldo era insostenibile, non riusciva a sopportare addosso nemmeno la vestaglia di seta gialla. Così se la sfilò, lasciandola scivolare giù, sulla poltrona. Ormai non erano di alcun conforto neppure le bugie vere della TV, dove il telegiornale ripeteva quotidianamente che uno di questi giorni le temperature sarebbero calate. E invece ogni giorno faceva un po’ più caldo di quello precedente!

Diana lanciò un’occhiata alla sua immagine nuda, riflessa nello specchio dell’armadio. C’era come un bagliore di insolenza nel suo sguardo. Decise che era meglio non pensarci troppo sopra, meglio provare a rilassarsi un po’. Almeno lì, con la sua pelle sulla pelle della poltrona, si stava più freschi. Ironicamente la radio trasmise proprio in quel momento ‘California Dreamin‘ e questo la fece sentire ancor di più sul filo del rasoio. Come sempre, la luce entrava silenziosa dalla finestra ma lei improvvisamente se ne accorse, la sentì e accadde il miracolo.

Fu così che Diana scoprì di possedere un dono davvero speciale: riuscire a “sentire” la luce. Romantica, tagliente, sensuale, Diana ne sentiva ogni sfumatura sulla pelle. Una luce avvolgente eppure così misteriosa, sempre un po’ troppo sfuggente. Era sulla poltrona e poteva sentirla sul viso, sulle lunghe gambe, sulla schiena. Poi improvvisamente quella luce cambiava, si spostava. Era sul letto e ora poteva sentirla solleticarle i piedi, poi scivolare sul seno, poi sulle labbra. Diana dimenticò il caldo, dimenticò il mondo intero e tutto ciò che continuava ad esistere fuori da quella stanza. Per quasi due ore giocò con quella luce. La cercava, la seguiva, la sentiva, ma dopo un po’ lei sempre fuggiva.

Uscì dalla stanza e si avvicinò a quella porta in fondo al corridoio. Fu lì che capì come afferrare il segreto nascosto nella luce: bastava accoglierla nella sua mano, in una luminosa carezza, per poter tenerla sempre con sé. Diana si portò la mano sul cuore, chiuse delicatamente le dita e finalmente le fu tutto chiaro. Invisibile agli occhi c’era un filo sottile, così fragile e sfuggente, a legare insieme la Luce e l’Amore. Indissolubilmente. Appoggiata alla porta, si teneva quel filo invisibile stretto tra le dita e non lo avrebbe spezzato.

NUDE ART
Model
: Diana White
Shoot in
: Rome
Date: 23 June 2017
Camera: Canon EOS 400D / AE1
Film: Ilford HP5 Plus 400
© Vincenzo Travino photography

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